Avviso agli agricoltori e alle cooperative

Nel Albo Pretorio di questo Comune, sono stati resi pubblici due avvisi emanati dall’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, per l’aggirnamento dell’Albo degli Allevatori e delle Cooperative che intendono ottenere l’affidamento diretto di lavori relativi alla manutenzione e sistemazione del territorio, alla salvagiardia del patrimonio forestale, alla cura emantenimento dell’assetto idrogeologico. Il termine di presentazione delle richieste è il 19 Febbraio ore 12.00.

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Censimento dei camosci

Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, in base al censimento autunnale, si contano 598 camosci di cui 134 piccoli dell’anno (tasso di natalità del 22%), 68 yearling, animali di un anno (11%), e 396 animali adulti. Nel 2017 sono state effettuate nove giornate di conta in simultanea che hanno visto la partecipazione di Guardie del parco, tecnici del Servizio Scientifico, Carabinieri forestali, colleghi delle Riserve Naturali Regionali (Gole del Sagittario e del Monte Genzana e Alto Gizio) e volontari.
Oltre all’individuazione del numero minimo di camosci presenti, il conteggio consente anche di verificare la sopravvivenza dei nati nell’anno precedente. Infatti, se si confrontano il numero degli yearling del 2017 con il numero dei capretti nati nel 2016, è possibile misurare il tasso di sopravvivenza al primo anno: il 55% dei capretti nati nel 2016
sono sopravvissuti al 2017. Il valore ottenuto rientra nei valori medi della sopravvivenza al primo anno per gli ungulati selvatici.
Dal 1993 il Pnalm effettua conteggi in alta quota per monitorare l’andamento della popolazione che, a partire dal 2009 e per circa un paio di anni, ha mostrato una leggera flessione numerica dovuta alla bassissima sopravvivenza dei capretti nel primo anno di vita. La mancanza di ricambio generazionale, dovuta alla scarsa sopravvivenza dei piccoli, ha portato inevitabilmente ad una leggera destrutturazione della popolazione, con uno sbilanciamento verso le classi di età più anziane e la riduzione di quelle subadulte, i cui effetti si sono mostrati anche negli anni successivi.
Alcune aree, storicamente utilizzate dal camoscio, si sono ‘svuotate’, mentre in altre c’è stata una colonizzazione molto rapida e consistente. E’ il caso del comprensorio Meta-Tartari che oggi ospita oltre 150 individui o quello del Marsicano nel quale è stato registrato negli ultimi anni un sorprendente incremento esponenziale con 179 animali contati di cui 49 capretti.
“Ringrazio i servizi del Parco e tutti coloro che hanno collaborato per il lavoro svolto – dichiara il Presidente del Parco, Antonio Carrara -. Grazie all’operosità dei Parchi, che
nel progetto LIFE COORNATA hanno potuto completare e avviare le reintroduzioni sui Monti Sibillini e sul Sirente, oggi il camoscio appenninico, sebbene considerata una specie ancora “vulnerabile”, è l’esempio tangibile di un successo dell’azione di conservazione, che ha bisogno di attività concrete di gestione e del lavoro in sinergia tra istituzioni e
associazioni”. (ANSA).

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