Storia del gemellaggio con Veroli e Atina

 

        L'8 settembre 1337 la città di Veroli fu scossa da un fortissimo terremoto, con la distruzione degli edifici e la morte di numerosissimi abitanti. Molte famiglie di Atina e di Alfedena contribuirono a ripopolare la città, dove ancora oggi esistono famiglie di origine alfedenese. Da questo episodio nacque il vincolo di Confederazione tra le tre città.

        Affinché una tale tradizione non andasse perduta, nell'anno 1750 molti alfedenesi si recarono nella città di Veroli ove furono accolti con grande manifestazione di affetto; venne messo a loro disposizione il palazzo della città e tutti si prodigarono verso di loro.

        La città di Alfedena successivamente inviò a Veroli una rappresentanza dei suoi più illustri cittadini e chiese in pegno della rinnovata amicizia una reliquia della Santa Maria Salome. I verolani spedirono ad Alfedena il prezioso dono per il tramite del del Canonico Teologo, il Segretario ed il cassiere della città. In quella occasione vennero rinnovati i patti di amicizia, si riconobbe come comprotettrice comune Santa Maria Salome ed è per questa ragione che ad Alfedena, sin da allora, si celebra con solennità, ogni anno nel mese di luglio, questa festa.

        Nell'anno 2000 l'Amministrazione Comunale ha deliberato la riapposizione della lapide commemorativa sulla facciata dell'attuale sede della Sala Espositiva del museo, in Largo Don Filippo Brunetti (ex Largo della Chiesa).

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Atto di rinnovo amicizia e fratellanza tra Veroli e Alfedena

 

        Oggi 9 Luglio 1989 in Alfedena, festività di Santa Maria Salome tra le delegazioni di Veroli ed Alfedena, si sottoscrive il presente pubblico atto col quale si rinnova l'antica amicizia e fratellanza esistente da moltissimi secoli, tra le due popolazioni, se nel 1956 nel diploma concesso dalla città di Veroli alla città di Palestrina si scrisse e tuttora leggesi :"Tribuimus item vobis eundem indultum; eundem honorem, eadem privilegia quos et quae omnibus civibus incolis et habitatoribus Atini atque Alphedenae iam alias nos concessimus" e nel 1600 il Vecci ricordava: "quando dall'armi dei barbari furono distrutte le città di Atina e Alfedena molte famiglie di queste due città vennero ad abitare in Veroli" e, come vuole la tradizione, dopo il terremoto del 1350 le popolazioni di Alfedena ed Atina ripopolarono la distrutta città di Veroli.

 

        Affinché non si perda la memoria di tanta antica amicizia, ma resti quale documento imperituro per i posteri, il presente atto viene stipulato sotto l'alto e benevolo sguardo di Salome, comune protettrice ed apportatrice della civiltà cristiana.

        Nel nome glorioso della madre di Giacomo e Giovanni Apostoli, le delegazioni si impegnano a rinnovare, come rinnovano, l'antica amicizia e fratellanza, certe che nel futuro le popolazioni sapranno onorare gli impegni.

Alfedena, 9 luglio 1989

ratificata in Veroli, 25 maggio 1990