Alfedena

    Alfedena si trova a circa 900 metri di altitudine, ai piedi di monti, valli e colline, digradanti dalle splendide catene della Meta e del Greco, sulle sponde del fiumicello Rio Torto, a meno di un kilometro dalla sua confluenza nel Sangro, che discende dal cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Dista circa 30 kilometri da Pescasseroli, capoluogo del Parco Nazionale e meno di 20 kilometri da Roccaraso, il bacino sciistico più importante dell'Appennino.

    Il suo nome deriva dall'antichissima Aufidena, uno dei centri più notevoli dei Sanniti Pentri, nella valletta Curino, poco a monte di Alfedena, nel Sannio Settentrionale (Abruzzo sud-occidentale e Alto Molise).

    Aufidena, fiorita tra il VII e il III secolo a.C., decadde progressivamente fino al collasso, a causa della violenta occupazione e devastazione da parte dei Romani, durante la 3^ guerra sannitica (III secolo a.C.), per risorgere, poco a valle, nell'alto Medioevo, sotto il nome di Alfedena.

Stanno a testimoniare, inoppugnabilmente, la sua importanza storico_archeologica italica, preromana, l'ampia Acropoli, a monte di Alfedena (lunghe mura poligonali, porte, tempio, basilica,...) e una vasta Necropoli, a valle.

    "L'abitato del Curino (presso Alfedena), è uno dei rarissimi esempi noti di insediamento in stretta connessione con la Necropoli. per questo motivo esso costituisce uno dei punti chiave per lo studio dell'organizzazione sociale ed economica del Sannio, in particolare del Sannio Pentro" (Sovrintendenza Archeologica di Chieti).

    Delle circa 10.000 tombe, fondamentalmente ipotizzate dall'illustre archeologo Lucio Mariani, ne sono state scavate finora circa 2.000, nella metà del 1800 e nella seconda metà del 1900.

Con i numerosi reperti rinvenuti negli scavi ottocenteschi fu allestito, nel 1897, un museo sannitico di grande rilievo culturale, che, però, fu gravemente danneggiato durante l'ultima guerra mondiale. La maggior parte del materiale archeologico, recuperato tra le macerie, si trova "immagazzinato" nei locali della Sovraintendenza Archeologica d'Abruzzo, a Chieti.

    Solo una piccola, ma interessante parte, in aggiunta a quella restituita, qualche decennio fa, dall'Università tedesca in Tubinga, dove era stata trasferita da un Ufficiale germanico, è visibile, come un "assaggio" per così dire, in una sala espositiva nel centro del paese.

    E' in fase di avanzata costruzione, in mezzo alla Necropoli stessa, un edificio polivalente, a prevalente destinazione museale, dove troveranno adeguata sistemazione e valorizzazione tutti i reperti di Aufidena già rinvenuti e quelli che saranno sicuramente rinvenuti con l'auspicata ripresa degli scavi continuativi ed organici, sia nella Necropoli sia nell'Acropoli.

    Del periodo medievale sono da segnalare, sul piccolo, ma panoramico colle al centro del paese, i resti di un castello edificato prima dell'anno mille e quelli di una torre ottagonale, di stile normanno, di qualche secolo posteriore.

    La Chiesa parrocchiale, di stile romanico, fu distrutta dai bombardamenti nella seconda guerra mondiale e ricostruita, nella stessa forma, ma con materiale moderno. Dell'antico edificio medievale è autentico solo il bel portale centrale.

    Al Medievo risale anche un particolare legame federale, che oggi si chiamerebbe gemellaggio, tra Alfedena, Veroli e Atina, nel Frosinate, al di là della catena della Meta, scaturito, fra l'altro, dal generoso aiuto che Alfedena diede alle popolazioni laziali duramente provate da un terremoto disastroso.

    E' attestato, sul piano civile, da documenti cartacei e lapidei e, sul piano religioso, dal fatto che Santa Maria Salome, protettrice di Veroli e della diocesi di Alatri, molti secoli fa, fu proclamata coprotettrice di alfedena insieme al protettore storico San Pietro Martire, in seguito alla donazione daparte di Veroli di un lembo delle reliquie della santa Evangelica, conservate nella sua Parrocchia.

    Nell'ampia villa comunale, Alfedena ha eretto monumento al selciatore, a imperitura e riconoscente memoria dei numerosi Alfedenesi, che, per secoli, con alta professionalità e profonda abnegazione, modellarono selci e cordoli, pavimentarono strade e piazze di Roma.

    Ci sono tutte le condizioni perché alfedena punti sul turismo, sia ambientale che culturale, con i suoi tre parchi urbani, con le cinque pinete circostanti, con il lago di "Montagna Spaccata", con i monti, le colline, le valli, i boschi, i prati, con la pista di sci di fondo di "Campitelli", a 1500 metri, omologata dalla FISI ed efficacemete gestita anche per gare importanti, dal dinamico Sci Club locale.

    Merita una particolare segnalazione l'importante parco archeologico e naturalistico, che comprende la Necropoli, dove sta per essere ultimato, come si è accennato, il nuovo Museo Sannitico, la rocciosa collina di San Nicola, dove si trovano i resti dell'omonimo convento, in mezzo ai pini e a tante altre essenze botaniche, con le profonde e spettacolari gole di tratti dei fiumi Rio Torto e Sangro.

    E' in funzione, da qualche anno, un'accogliente ed efficiente residenza Sanitaria assistita (R.S.A.).

    Veramente originale, inoltre, è un moderno residence con mini appartamenti e dotato di ampi e attrezzati locali comuni, senza alcuna barriera architettonica, perché destinato ad accogliere dignitosamente anche ospiti costretti in carrozzella, nell'assoluto rispetto del più sacrosanto principio morale e sociale, che viene efficacemente espresso nella formula "Turismo Per Tutti" (T.P.T.) anche per i diversamente abili. La struttura è gestita da una società pubblico-privata, che cura anche vari impianti sportivi (tennis, calcetto, volley,...).

   Nei pressi della stazione ferroviaria di Trenitalia è stato realizzato un grande edificio, denominato Oasi di Pace, d'Amore, di Gioia, di Fede..., dedicato a Santina Campana, nata ad Alfedena nel 1929 e morta poco più che ventenne in odore di santità (è in corso la causa di beatificazione), per accogliere i numerosi devoti che si recano alla sua casa natale.

   Ad Alfedena, quindi, turismo verde, turismo bianco, turismo culturale, turismo religioso, turismo per tutti, tutti l'anno.

   

 

 

Prof. Luigi Michetti